Concluso a Monaco di Baviera il primo incontro dei giovani caldei d’Europa

Concluso a Monaco di Baviera il primo incontro dei giovani caldei d’Europa
2012-08-12 Radio Vaticana
Un incontro dedicato alla preghiera per una spiritualità della nuova evangelizzazione ha visto coinvolti, dal 6 al 10 agosto a Monaco di Baviera, numerosi giovani caldei provenienti da diversi Paesi europei. Essi hanno risposto così all’invito rivolto da Benedetto XVI per l’Anno della Fede ritrovandosi in Germania con l’intento di tornare alle sorgenti della spiritualità della Chiesa d’Oriente, una Chiesa martire e sofferente dando un chiaro segno della sua vita e della sua presenza in ogni parrocchia. L’incontro, durante il quale si sono alternati intensi momenti di preghiera e di meditazione, ha avuto inizio — come riferisce il sito Baghdadhope ripreso dall’Osservatore Romano — con la Messa presieduta da mons. Philip Najim, procuratore a Roma del Patriarcato di Babilonia dei Caldei, che ha letto il messaggio ai numerosi partecipanti consegnatogli dal cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali. Il messaggio, che descrive l’incontro dei giovani caldei come preparatorio per “vivere intensamente l’Anno della Fede che avrà inizio il prossimo 11 ottobre”, ricorda come proprio in quel giorno si celebrerà il cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II che dedicò particolare attenzione alle Chiese orientali cattoliche con il decreto “Orientalium Ecclesiarum”. Il porporato ha sottolineato come il “pellegrinaggio alle sorgenti” della professione di fede sia la risposta al motu proprio Porta fidei di Benedetto XVI la cui vita, vissuta in parte nella diocesi di Monaco di Baviera, si è sviluppata all’insegna delle certezze dove “Dio può tutto e vince tutto”. I giovani caldei riuniti nella città tedesca — afferma ancora il messaggio del cardinale — devono ricordare la fedeltà di Cristo alla Chiesa “nonostante l’umanità tenti in ogni epoca di metterlo fuori dalle porte della propria esistenza”, e devono farlo anche in nome della loro Chiesa Madre, quella Chiesa caldea “che nelle prove non ha mai smesso di confessare il nome di Cristo e attende una nuova stagione di primavera in cui voi dovete essere protagonisti dell’annuncio di Dio agli uomini”. (L.Z.)

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